Apple, Amazon, Google, Microsoft e Facebook: inizia la corsa verso i 1.000 miliardi di dollari

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I 5 colossi del mercato tecnologico statunitense sono le aziende più vicine a raggiungere l’astronomica cifra di 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di Borsa: “The race to $1 Trillion” è appena iniziata e vedrà protagoniste Apple, Amazon, Alphabet (Google), Microsoft e Facebook. Una di queste raggiungerà il trilione di dollari nel corso dei prossimi anni, o forse mesi. Al momento la classifica vede in testa l’azienda di Cupertino che in borsa vale circa 940 miliardi di dollari, seguita da Amazon, che potrebbe fare un balzo in avanti grazie alle vendite del Prime Day 2018 previsto per il prossimo 16 Luglio. In quinta posizione troviamo Facebook con un valore di circa 600 miliardi di dollari.

La classifica delle Top Five

  1. Apple – capitalizzazione: 940 miliardi di dollari – quotazione azione: $ 193
  2. Amazon – capitalizzazione: 877 miliardi di dollari – quotazione azione: $ 1.796
  3. Alphabet (Google) – capitalizzazione: 833 miliardi di dollari – quotazione azione: $ 1.200
  4. Microsoft – apitalizzazione: 800 miliardi di dollari – quotazione azione: $ 104
  5. Facebook – capitalizzazione: 600 miliardi di dollari – quotazione azione: $ 207

I valori, aggiornati al 12 Luglio, mostrano come lo strapotere delle cinque aziende listate sul NASDAQ continui a crescere nel corso degli anni e si stia proiettando sempre più verso cifre enormi, come quella di mille miliardi di dollari di capitalizzazione. Per fare un paragone e comprendere meglio quale sia la portata di questo fenomeno, pensiamo che l’indice di “casa nostra”, il FTSE MIB, ovvero l’indice azionario della Borsa Italiana che racchiude le azioni delle 40 società italiane a maggiore capitalizzazione (ENI, ENEL, Intesa Sanpaolo, UniCredit, Ferrari, Assicurazioni Generali, Leonardo, Luxottica, Mediobanca, Poste Italiane, Saipem, Telecom Italia, Unipol, …) nel corso degli ultimi anni ha raggiunto una capitalizzazione complessiva (quindi la somma di tutti i valori delle 40 aziende) che si colloca nell’ordine dei 500/600 miliardi di euro!

L’intera Borsa Italiana vale meno della sola Facebook! L’insieme di Apple, Amazon, Google, Microsoft e Facebook supera di 7 volte il valore dell’intero indice italiano. Questa banale comparazione ci mostra come la Finanza internazionale si sia trasferita dai settori “tradizionali”, quale quello industriale o manufatturiero sempre più verso aziende ad elevata componente tecnologica, nonchè avamposto della digitalizzazione dei processi produttivi.

Apple, al momento, sembra essere la candidata numero uno a raggiungere la “capitalizzazione monstre” di 1 trilione di dollari (gliene mancano “solo” $60 di miliardi…) e per farlo dovrà puntare sopratutto sul business degli iPhone, incrementando le vendite e aggredento nuova clientela. Ma attenti ad Amazon, che con una capitalizzazione di mercato di circa $ 877 miliardi segue l’azienda fondata da Steve Jobs e che potrà essere spinta dalle vendite legate al tanto atteso Prime Day, il “black friday” dell’estate. Con l’aumento delle iscrizioni Prime, le sole spese di sottoscrizione potrebbero aggiungere 18 miliardi di dollari ai ricavi già entro il 2020.

Il Prime Day mette al centro l’importanza strategica dell’abbonamento “Prime” per Amazon, rendendolo il reale vantaggio competitivo verso la concorrenza. La capacità che può vantare oggi Amazon di raggiungere così tanti clienti con così tanti prodotti sarà la vera leva competitiva che sarà utilizzata dal Marketplace guidato da Jeff Bezos per conquistare il mercato del commercio elettronico globale.

Per quanto riguarda Alphabet, la società fondata nel 2015 alla guida di Google, il futuro è nelle mani dei due visionari Larry Page e Sergey Brin. L’indiscusso successo del servizio Google AdSense/AdWords ha portato enormi profitti al colosso di Mountain View rivoluzionando il mondo della pubblicità online, passando da una concezione “passiva” dove il prodotto/servizio veniva presentato ad una moltitudine indistinta di individui, ad una concezione “attiva e flessibile” che contestualizza il messaggio pubblicitario verso un target di pubblico ben definito.

Oggi Alphabet è alla continua ricerca di nuovi servizi in grado di rendere sostenibile il business nel tempo e per farlo dovrà far leva sull’enorme potenzialità del brand di cui dispone, continuando a gestire e sviluppare servizi come Android, Google Fiber, YouTube, Calico e Google Drive.

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