Facebook crolla a Wall Street e fa la storia bruciando $120 miliardi

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Facebook crolla in Borsa e lo fa nel peggiore dei modi. Dai 217 dollari per azione di mercoledì 25 Luglio scivola a poco meno di $173 di ieri, una perdita di oltre il 20% dopo la comunicazione dei dati, inferiori rispetto alle attese degli analisti. Adesso quota intorno ai 180 dollari, avendo sempre registrato una importante perdita in così poco tempo. La “colpa” di questo grosso scossone potrebbe essere attribuita ad una resa dei conti per le vincende della privacy, discusse nei precedenti mesi, ma c’è molto di più e riguarda il business del gigante dei Social; la vera motivazione è semplicemente che l’invenzione che lo ha reso un colosso globale non può crescere all’infinito. Nei prossimi mesi ed anni andranno cercate nuove fonti di ricavi e non sarà semplice.

Chi aveva investito 1.000 dollari su Facebook, in un giorno si ritrova con poco più di 800 dollari, una perdita enorme se consideriamo di che titolo stiamo parlando e del tempo in cui tale crollo si è verificato sul NASDAQ. Stiamo parlando della più grande perdita di valore mai registrata in un giorno per una società quotata negli Stati Uniti: circa 119 miliardi di dollari in un solo giorno. I precedenti riguardavano Intel (ai tempi della bolla della New Economy bruciò circa 90 miliardi di dollari), Microsoft, Apple, Exxon Mobile, General Electric, Alphabet-Google e Amazon. Purtroppo per Mark Zuckerberg, che ieri avrà vissuto una delle peggiori giornate della sua vita (solo dal suo patrimonio avrà perso circa 16 miliardi di dollari portandolo da 3° a 6° uomo più ricco del pianeta), Facebook è entrata nella Storia con una giornata da dimenticare!

I risultati non sono stati poi così deludenti, ma il mercato sembra non aver gradito. Vediamo in dettaglio.

I dati della trimestrale di Facebook

I ricavi di Facebook sono pari a 13,23 miliardi di dollari (+42% rispetto al secondo trimestre del 2017); gli analisti si aspettavano 13,30 miliardi! Se ci pensiamo, stiamo parlando di “soli” 7 milioni di dollari di differenza. Risultati che comunque crescono, ma evidentemente non è bastato al mercato, vuoi anche perchè si intravede un rallentamento rispetto al trimestre scorso (-7%).

Anche gli utili fanno segnare un record e si attestato a 5,1 miliardi di dollari, ma già si prevede un rallentamento nel corso del 2019.

Per quanto riguarda gli utenti, Facebook conta ben 2,23 miliardi di persone che quotidianamente usano i servizi del Social Network. Sono due terzi della popolazione mondiale connessa ad Internet. La crescita continua avrà una fine, non potrà andare all’infinit; e questa è una delle motivazioni che stanno spingendo al ribasso il titolo. Se poi ci mettiamo che anche a causa del nuovo regolamento sulla Privacy (GDPR) stanno diminuendo gli utenti attivi in Europa, la frittata è fatta!

I dati dimostrano come Facebook stia proseguendo la sua crescita, ma ad un ritmo più lento rispetto agli anni scorsi, è questo il vero nodo che non è piaciuto agli analisti ed al mercato. La crescita degli utenti che utilizza giornalmente il Social (Daily active users) è del 1,44%, il tasso di crescita più basso di sempre. Il paramentro DAU (Daily active users) è uno dei parametri più importanti che gli analisti utilizzano per studiare l’andamento dell’azienda.

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